È stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana contemporanea ed è nota a livello mondiale per gli importanti studi svolti nell’ambito dell'astrofisica.
Nella tesi di laurea Margherita si è occupata delle Delta Cephei, le stelle a luminosità variabile. La Hack ha dimostrato che dall’intensità luminosa e variabile di queste stelle si può ricavare la loro distanza dalla Terra. È la prima vera unità di misura della galassia. È solo l’inizio.
Da vera innovatrice, Margherita Hack ha portato l'astronomia e l'astrofisica nei teatri, nelle trasmissioni televisive, scrive libri per bambini, diventa un fumetto.
Negli anni della divulgazione Margherita ha incontrato Marco Santarelli, ricercatore, laureato in filosofia e anche, fatto abbastanza inusuale nel mondo accademico, calciatore professionista. Un aspetto, questo, che incuriosisce molto l’astrofisica, che da giovane era stata una vera e propria sportiva. Da quel momento inizia un rapporto che va oltre quello professionale o accademico. A due mani, in questi anni, esce il loro primo libro “Diario di un incontro”. Margherita e Marco hanno partecipato insieme a numerose manifestazioni: per citarne alcune, a Teramo, dove intervengono al Festival della Filosofia, poi a Chieti per un ciclo di conferenze all’Università, all’Aquila, subito dopo il terremoto del 2009 per la manifestazione “L’Aquila volta la carta”. Anche da questa esperienza nasce un libro il cui titolo richiama quello della manifestazione che si è svolta nel capoluogo abruzzese. La casa editrice Einaudi, nel 2012, pubblica “Sotto una cupola stellata”, un’appassionata difesa della libertà intellettuale contro ogni dogmatismo che limita l’esercizio della ragione. Nasce l’idea di una Fondazione. Marga, così la chiamano in famiglia, non intende lasciare il suo vasto patrimonio librario a una Università: il suo desiderio è che i suoi libri, i suoi appunti e i suoi scritti, editi e inediti, vengano messi a disposizione di tutti. Un patrimonio di grande valore al quale ha contribuito anche l’amato marito, Aldo De Rosa. I libri della Hack vengono custoditi dal Comune di Trieste. Marco Santarelli comincia a lavorare all’idea di una Fondazione a lei dedicata: il primo obiettivo è quello di realizzare il sogno di Margherita, una biblioteca aperta al pubblico. Santarelli prende contatto con il Comune di Trieste e con Giorgio Cociani, amico fraterno della famiglia Hack e presidente del Gattile di Trieste, di cui Margherita è socia Fondatrice. Nel luglio del 2018 la Fondazione diventa una realtà e inizia a collaborare con il Comune di Trieste per la creazione della biblioteca della Hack.
Margherita Hack
Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un'importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle.
Le scoperte scientifiche
Siamo nel 1957, non ci sono ancora i satelliti e bisognerà aspettare dodici anni per vedere lo sbarco dell’uomo sulla Luna. Il cielo, le stelle e i pianeti si osservano dalla Terra con potenti telescopi. La Hack, però, ha esplorato l’universo anche attraverso i raggi ultravioletti. La sua attenzione si è concentrata in particolare su una stella: la Epsilon Aurigae. Grazie a questo ha scoperto un sistema di stelle.
Quello che viene definito come il “modello Hack” verrà confermato ventuno anni dopo grazie al satellite IUE; lanciato nello spazio ha studiato da vicino questo sistema. Se le stelle sono la sua passione, i "buchi neri" sono l'orizzonte della sua ricerca.
L'inizio del tutto, il mistero della vita.
La divulgazione
"Spiegare cose complicate con parole semplici" il suo obiettivo. Voleva convincere i giovani a dedicarsi alla ricerca scientifica, facendoli innamorare delle stelle e dei misteri dell’universo: la scienziata fiorentina ha scritto numerosi libri e ha partecipato a manifestazioni e trasmissioni televisive col preciso scopo di diffondere le sue conoscenze.
La sua capacità di divulgatrice l’ha resa portavoce di una scienza complessa come l’astrofisica, da lei spiegata con parole semplici. Il suo ruolo di scienziata non le ha mai impedito di vivere appieno la sua vita di donna e rendere comprensibili ai suoi lettori e ai suoi telespettatori le nozioni scientifiche più difficili.
La Fondazione Margherita Hack
I luoghi intitolati a Margherita Hack