Dalle stelle alla cybersecurity: la fondazione Margherita Hack diventa editrice per potere catalogare il lascito di 18 mila volumi - MilanoFinanza.it

di Carlo Valentini ItaliaOggi - Numero 091 pag. 13 del 20/04/2021

 

Margherita Hack, astrofisica ed accademica scomparsa nel 2013, fu la prima donna in Italia a dirigere un Osservatorioastronomico (quello di Trieste) portandolo al top internazionale. Era convinta che esistessero altre forme di vita nella galassia, ma che per problemi legati alla lontananza con esse, non si riuscirà mai a stabilire un contatto. Fu semprescettica riguardo agli Ufo nei cieli, definendoli «bischerate». Attuando un'espressa volontà colui che fu il suo più stretto collaboratore, Marco Santarelli, ha avviato una fondazione a lei intitolata e che pubblica il primo libro di una collana che non parla delle stelle tanto care alla Hack ma di intelligence, forse perché la sicurezza del globo ha comunque a che fare con l'universo. Lo spiegherà il suo autore, Angelo Tofano, parlamentare (M5s), ex componente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza, oggi al centro del braccio di ferro (per la presidenza) tra Lega e FdI.

Il volume si intitola Intelligence collettiva e sarà presentato martedì alla sala stampa della Camera. Il ricavato dalla vendita di questo e di altri libri che seguiranno consentirà di incominciare la catalogazione dei 18 mila tra volumi e appunti che appartennero alla scienziata. «Questo primo libro della Fondazione», spiega Santarelli, «inaugura un progetto di più ampio respiro su un settore di importanza strategica e che i cyberattacchi stanno rendendo ancora più attuale. Un tema che va approfondito se vogliamo costruire un Paese più consapevole sulle dinamiche che nedeterminano gli interessi più profondi, nel solco dell'impegno civico per la legalità che caratterizzò la Hack».

Lei nel 2012 pubblicò Nove vite come i gatti, i miei primi 90 anni laici e ribelli (Rizzoli). Era animalista e vegetariana. Non risparmiò critiche alla politica: «La scarsa considerazione che la nostra classe politica e in particolare quella più recente riserva all'istruzione, all'università e alla ricerca è la conseguenza del basso livello culturale dellagran maggioranza degli eletti in parlamento». E così commentò il suo ateismo militante: «L'etica di un non credente è piú pura e disinteressata di quella di un credente che si comporta bene perché spera nella ricompensa e teme la punizione nell'aldilà». Nel giugno del prossimo anno ricorrerà il centenario della sua nascita.

 

Fonte : Milano Finanza